Il principio fondamentale del concetto Sherborne è di favorire le potenzialità dei bambini, attraverso la sperimentazione del proprio movimento.
È una forma di intervento-approccio che coinvolge i partecipanti in un apprendimento interattivo, attraverso esperienze di movimento condivise che hanno le loro origini nei normali patterns dello sviluppo umano. Queste esperienze di movimento sono presentate in un contesto che è aperto alle personali risposte, in un clima di non giudizio e radicato nei concetti di conquista e successo.
Si tratta di esperienze di movimento che hanno lo scopo di facilitare nelle persone il raggiungimento di una buona consapevolezza del loro corpo, instaurando allo stesso tempo relazioni interpersonali per loro significative.
Le attività proposte vengono definite esperienze e non esercizi, in quanto presuppongono un’evoluzione non solo delle abilità motorie, ma anche degli aspetti psicologici, emotivi e relazionali.
Le esperienze proposte pongono l’accento su :
. la consapevolezza del corpo;
. la consapevolezza dello spazio;
. giochi di relazione;
. la qualità dei movimenti.
Gli obiettivi principali perseguiti sono:
. Sicurezza fisica ed emotiva (rispetto, positiva stima di se stessi, conoscenza propri limiti e possibilità);
. Conoscenza del proprio corpo (motivazione interna, sperimentazione ,esplorazione);
. Socializzazione (contatto con gli altri, comunicazione non verbale, comunicazione verbale).

Le esperienze proposte variano a seconda delle necessità proponendo differenti tipologie di relazioni di gioco che possono essere guidate (un partner si prende cura dell’altro), condivise (coinvolgimento partecipe, ascolto) oppure contro (“gentili” combattimenti).

Durante le sessioni di movimento non si utilizzano materiali psicomotori, ma le esperienze si vivono corpo a corpo, in modo che ognuno possa sperimentare insieme all’altro il contatto, la vicinanza, la partecipazione condivisa.

Il concetto Sherborne:

. è basato sul SUCCESSO, perché non c’è giusto o sbagliato nello svolgere le attività;
. è DIFFERENZIATO per accogliere una vasta gamma di abilità dal semplice al complesso;
. è un’ESPERIENZA POSITIVA per tutti, perché ognuno è in grado di riuscire secondo le proprie capacità;
. incoraggia la CREATIVITA’ che contribuisce allo sviluppo di una positiva autostima;
. sviluppa FIDUCIA E SICUREZZA in sé e negli altri;
. è un’ESPERIENZA CONDIVISA, ognuno all’interno del gruppo è valorizzato;
. è CENTRATO SULLA PERSONA, non ci sono regole rigide e stabilite ma le idee arrivano da tutti.

Il concetto Sherborne può essere proposto sia a bambini normo-dotati che a bambini con ritardo psicomotorio o disturbo minore del movimento che desiderino o necessitino sentirsi a casa nel proprio corpo, così da acquisire il controllo di se stessi e poter sperimentare ed instaurare relazioni significative.

Nei bambini con disabilità visiva esperienze motorie e corporee favoriscono:
. l’acquisizione del proprio schema corporeo;
. la consapevolezza del proprio corpo e dei suoi confini;
. la consapevolezza delle differenti parti del corpo in relazione alle altre;
. la consapevolezza di cosa può fare il proprio corpo muovendosi in vario modo;
. la percezione dello spazio attraverso l’uso degli altri sensi residui;
. la sperimentazione di svariati movimenti e posture per facilitare la competenza motoria;
. lo scoprire il piacere del muoversi e del gioco senso-motorio;
. la significatività dei momenti di gioco e la curiosità verso il mondo esterno.

Il concetto Sherborne può inoltre essere proposto a bambini con pluridisabilità allo scopo di:
. aiutare i bambini a stabilire delle relazioni compatibilmente alle loro possibilità;
. favorire delle sensazioni corporee che promuovano la consapevolezza del proprio corpo, controllo e senso di benessere;
. effettuare proposte adeguate ad aiutare i bambini a sviluppare le loro risorse;
. incoraggiare l’indipendenza e l’iniziativa personale, ogni volta che sia possibile;
. lavorare sulla qualità di vita.

Per quanto riguarda i gruppi di bambini con necessità speciali, è prevista almeno inizialmente la presenza di un genitore al quale viene affidato sia il ruolo di partner nei vari giochi di relazioni, sia quello di mediatore nei differenti momenti di gioco tra bimbi.